Chi sono

Mi chiamo Martina Villareale, sono psicologa clinica dell'età evolutiva e psicoterapeuta in formazione ad orientamento psicoanalitico-relazionale.

Ho iniziato il mio percorso di studi nel 2014, iscrivendomi al corso di laurea in Psicologia presso l’Università Cattolica di Milano, scegliendo successivamente l’indirizzo di Psicologia dello sviluppo e processi di tutela. Dopo la laurea ho svolto un anno di tirocinio, suddiviso in due esperienze formative: presso il Centro Ti Ama e presso il Centro di Psicoterapia per la Famiglia Mara Selvini Palazzoli. A seguito del superamento dell’esame di stato, mi sono iscritta all’Albo A degli Psicologi della Lombardia con il numero 26542. La mia formazione è proseguita con l’iscrizione alla Scuola di Psicoterapia del Bambino e dell’Adolescente - Psiba, mentre parallelamente ho iniziato la mia attività clinica.

Mi sono occupata di psicologia scolastica collaborando con scuole e insegnanti per supportare il benessere emotivo degli studenti. Ho creato e realizzato progetti legati alle emozioni per aiutare bambini e ragazzi a riconoscere, esprimere e gestire ciò che provano. Attraverso attività pratiche, giochi e spazi di dialogo, li sostengo nello sviluppo di competenze emotive fondamentali.


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Nel mio lavoro accompagno bambini, adolescenti e famiglie offrendo un luogo sicuro in cui dar voce a ciò che spesso resta silenzioso. Ogni percorso è unico: nasce dall’incontro tra la tua storia e l’ascolto attento della tua esperienza emotiva.


"  È nel gioco, e solo nel gioco, che il bambino o l’adulto può essere creativo e utilizzare l’intera personalità; ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il proprio Sé.  "    (Donald W. Winnicott in Playing and Reality, 1971)
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Al centro del mio lavoro ci sei tu: la tua esperienza, la tua voce, i tuoi tempi. Il mio compito è accompagnarti in questo viaggio con delicatezza e professionalità.

PARLIAMONE
Laurea


Laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche Università Cattolica di Milano

Laurea in Psicologia dello Sviluppo e Processi di Tutela Università Cattolica di Milano

Tirocinio post lauream (1000 ore)

Albo Psicologi


Esame di stato

Iscrizione Albo A degli Psicologi della Lombardia
n. 26542

Specializzazione


In corso: specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica del bambino e dell’adolescente - Istituto PSIBA

Il mio approccio

Il mio lavoro si fonda sull’approccio psicoanalitico relazionale, un orientamento che considera la relazione terapeutica il cuore del percorso di cura. In questo approccio, i sintomi, le difficoltà emotive e relazionali non vengono letti come “errori” da correggere, ma come espressioni di una storia personale, di modalità apprese nel tempo per adattarsi alle esperienze vissute. La relazione che si crea nel setting terapeutico diventa uno spazio sicuro in cui queste modalità possono essere osservate, comprese e, gradualmente, trasformate. Il cambiamento, in questa prospettiva, non avviene perché si impara “cosa fare”, ma perché si fa un’esperienza nuova di sé all’interno della relazione.

Per questo motivo, nel mio modo di lavorare, hanno grande importanza:
- l’ascolto profondo e non giudicante
- l’attenzione a ciò che accade qui e ora nella relazione terapeutica
- il rispetto dei tempi della persona
- la costruzione di un clima di fiducia e sicurezza

Ogni percorso è unico, perché unica è la storia di chi ho davanti. Viene data particolare importanza alla fase di consultazione, che acquisisce già una valenza terapeutica e viene vista come fondamentale momento diagnostico e prognostico al fine di poter individuare l’intervento terapeutico più adeguato.

Questo orientamento teorico-clinico si colloca nell’area della psicoanalisi relazionale e intersoggettiva, con un dialogo aperto anche con i contributi delle neuroscienze affettive. Si è sviluppato a partire dal pensiero di autori come Donald Winnicott, John Bowlby e Wilfred Bion, e si è arricchito successivamente grazie ai contributi di Daniel Stern, Thomas Ogden e Philip Bromberg. In Italia, questo filone teorico trova importanti riferimenti nel lavoro di Senise, Novelletto e Ammanniti.
Alla base di questa prospettiva vi è l’idea che la mente si sviluppi all’interno di relazioni reali, non soltanto fantasmatiche. Per questo motivo anche l’inconscio viene inteso come profondamente relazionale: nasce, si struttura e può trasformarsi solo attraverso nuove esperienze relazionali.

Questa visione orienta il mio modo di comprendere la sofferenza psicologica e di lavorare nella relazione terapeutica, intesa come uno spazio vivo in cui possono emergere, essere riconosciute e gradualmente trasformate le modalità relazionali costruite nel corso della storia personale.

Studio 1

Studio di Milano

Studio 2

Studio di Bernareggio